
Lisa Zabis
Avevo ricevuto la notizia migliore che potevo avere da un pò di tempo, mi avevano accettato all'Accademia ed avevo passato per un soffio il test d'ammissione, ed ora mi trovavo non so come, su questo puntino perso nello spazio con solo 48 ore di tempo per presentarmi all'Accademia, altrimenti avrei perso un intero anno a cui tenevo frequentare. Bene ora non mi restava che cercare di tornare sulla Terra, ma in che modo?? Osservai i vari trasporti che partivano ed arrivavano non riuscendo a trovare nulla che potesse fare un volo diretto, senza scali ed in breve tempo, l'unico volo che potevo prendere per tornare direttamente a casa partiva dopo tre giorni ed io non avevo tutto quel tempo a disposizione. Passai del tempo a riflettere su come risolvere il problema, facendo dei possibili voli immaginari trovai l'unica soluzione possibile, dovevo fare dei cambi che mi portavano in giro per tutta la galassia ma, che senza imprevisti, mi avrebbero portato in tempo sulla Terra ed all'Accademia. :-Maledizione!!!-: Era lo sconforto a farmi urlare a quel modo, ma il vedere tutte quelle partenze ed il dover trovare un modo per tornare a casa mi stava facendo saltare i nervi, ed a qualcuno la cosa non era sfuggita. :- Qualche problema?-: Avevo quasi paura a voltarmi visto che la voce che proveniva da dietro di me non era per nulla rassicurante, ma che diamine un futuro cadetto non poteva lasciarsi spaventare così! Mi voltai e forse avrei fatto meglio a non farlo, il tipo che mi stava di fronte aveva l'aria poco rassicurante, era un'umanoide, ma di sicuro non era un terrestre, molto grasso, molto trasandato (i suoi abiti erano stracci tenuti assieme non so come), molto puzzolente. :-No no, tutto a posto.-: Sfoderai il mio miglior sorriso sperando così di farlo allontanare, ma senza risultato. :- A me non sembra, anzi mi pare che tu sia nei guai.-: :- E se anche fosse??-: ora diventata sospettosa e l'irritazione stava crescendo. :- Magari potrei darti una mano, o meglio un passaggio.-: Non ero sicura che quel tipo fosse un buon samaritano e qualcosa mi diceva di stare molto sul chi vive. :- Si e magari mi potrete portare sulla Terra in meno di 48 ore.-: :- No,-: rispose lui :-ma potrei portarti qui in poco più di 4.-: Aveva indicato un luogo sulla mappa stellare che era ancora più lontano dal mio obbiettivo di dove eravamo ora. Ero sconcertata. :- le faccio notare che dove mi vorrebbe portare è molto più lontano di dove sia io ora.-: :- Vero,-: fece lui :-ma se non lo hai notato questo è uno spazio porto di livello 2 notevolmente superiore a quello in cui ci troviamo ora ed è sulle rotte principali delle navi mercantili e chissà.....anche di qualche nave federale.-: Aveva ragione quello era proprio uno spazio porto adatto al me e con un po' di fortuna quest'allontanamento poteva trasformarsi in una velocizzazione del mio viaggio. :- E tutto questo che costo avrebbe??-: :- Nessun costo....solo un piccolo favore.-: Il suo ghigno non era per nulla rassicurante ma dopotutto io non avevo scelta ed accettai.
O qualunque cosa fosse. In ogni caso io avevo avuto il mio passaggio, lui aveva avuto la sua stiva pulita ed i mie abiti avrebbero avuto bisogno di essere lavati col phaser su massima potenza. Ma ora dovevo trovarmi un altro passaggio. Ero intenta a guardare i vari orari delle partenze degli shuttle su un monitor che finalmente funzionava quando alle mie spalle sentii una voce familiare. :- Ma guarda chi si vede&ldots;-: Era una mia vecchia conoscenza un ragazzo della mia età che abitava vicino a noi quando ero piccola. :- E' proprio vero che lo spazio è piccolo, chi mai l'avrebbe detto che potevo incontrarti proprio qui. Stai sempre inseguendo il tuo sogno di contrabbandiere?-: Gli sussurrai :- E tu sempre decisa ad entrare nella Flotta Stellare? -: .- Se arrivo in tempo all'accademia...........-: Gli spiegai in breve che cosa mi era successo e quasi scoppiò a ridere. :- Devo dire che proprio non sei cambiata a quanto pare i guai ti continuano a seguire..:- :-..e sono anche riusciti a prendermi.-: conclusi io :- Ma oggi è il tuo giorno fortunato-: non capivo a cosa alludeva :-io e la mia modesta nave potremmo dare un passaggio a questa sfortunata donzella e portarla più vicino alla sua meta di quanto non è ora.-: Era davvero un amico :- Sei fantastico, prometto che ti ripagherò appena posso.-: :- Avere delle amicizie in Accademia non sarà poi cosi male, vieni è meglio andare così potrai darti una pulita.-:
Quando arriveremo a destinazione mi basterebbe uno shuttle, anche solo noleggiarlo per poter essere al mio appuntamento in tempo, ma non potevo di certo chiedere un prestito al mio ritrovato amico aveva già fatto molto per me avrei dovuto arrangiarmi da sola.
:- E così stai cercando un passaggio per la Terra???-: :- Non è proprio così, io........- :- Si, si certo..:- mi fermo lei :- quello che ho capito è che ti serve un passaggio per la Terra e che per averlo sei disposta a qualunque cosa, a quanto pare ti manca il tempo per aspettare uno shuttle diretto.:- la nonnina aveva visto giusto era proprio il tempo a mancarmi e sarei scesa a qualunque compromesso pur di raggiungere il mio scopo. :- Qual è la sua proposta?-: mi ritrovai a chiedergli e lei sorrise soddisfatta perché sapeva che tutte e due avremmo avuto quello che volevamo. L'accordo era presto detto, mi avrebbe dato il suo shuttle in prestito per arrivare alla mia destinazione ma in cambio io avrei dovuto portare un "passeggero" nell'orbita lunare dove un'astronave della sua compagnia lo avrebbe preso a bordo poi io sarei andata all'astroporto vicino all'accademia e li avrei lasciato lo shuttle che sarebbe stato preso dalla nonnina qualche giorno dopo. Era un bel progetto, semplice e funzionale, peccato che non sapevo chi dovevo trasportare e la signora non mi voleva dire nulla. Non sapete quanto io odiavo le sorprese. L'ospite che dovevo trasportare altro non era che un'arvicola cardassiana, una specie di grosso topo mutato che di solito infesta stazioni orbitanti e navi di grosse dimensioni, questa simpatica bestiola non era per niente tranquilla e silenziosa , ma per fortuna mia , era rinchiusa in una gabbia molto robusta dalla quale non poteva attaccarmi. E dal suo stano squittio sembrava che questo era proprio quello che era intenzionata a fare. Così iniziò il mio volo con una gabbia rumorante sul sedile di fianco a me ed io che ero molto nervosa. Non so come ma inizia a parlarle, forse più per calmare me che lei. :- Non so se ci credi ma la mia vita è stata tutto un susseguirsi di strani eventi che mi hanno portato fino a qui.:- Non so se era la mia impressione ma sembrava essersi placata, o per lo meno calmata un po', così iniziai a raccontargli della mia strana vita, delle disavventure che avevo avuto da piccola, dei momenti felici e di quelli più tristi , di come erano morti i miei cricetini e di come invece avevo già allora pensato di entrare nella flotta stellare. Non so se lei capì tutto ma una cosa era certa quando raccontavo cose tristi faceva dei strani suoni , quasi si lamentasse, mentre al contrario mentre raccontavo storie allegre ecco che squittiva gioiosa. Ma forse era la mia immaginazione a creare tutto ciò, sta di fatto che mi ero trovata a raccontare la mia vita ad un'animaletto strano, pericoloso, ma in fondo un grande ascoltatore di quelli che non s'incontrano tutti i giorni, e chiacchierando mi ritrovai sul luogo dell'appuntamento in meno tempo di quello che avevo pensato. :-........e così eccomi qui su uno shuttle che dovrebbe portarmi in tempo ad entrare in accademia e spero ad essere ammessa nella flotta.:- Individuai presto la nave a cui lasciare l'Arvicola attraccai e consegnai la gabbia all'addetto che era venuta a prenderla. :- Ci vediamo piccolo terremoto.-: la salutai e quando mi allontanai già mi mancava chissà se l'avrei mai rivista un giorno, in fin dei conti non sono così brutti quando li si conosce un po' meglio.
30 minuti 20 minuti 10 minuti ormai dovevo mettercela tutta, vedevo l'entrata in lontananza dovevo farcela a tutti i costi inizia a correre come non avevo mai fatto e varcai i cancelli dell'accademia proprio mentre questi si stavano chiudendo, il custode mi guardò perprlesso. :-Cadetto......Lisa......Zabis......credo......di........essere.......in
orario.......-: ansimai in qualche modo, lui mi sorrise e m'indicò
un edificio, ripresi fiato e mi diressi in quella direzione, non so
come ma ce l'avevo |